+Europa, meno concerti

 In ilGulliver

Una forza politica che metta al primo posto, in campagna elettorale, il settore della cultura e dell’intrattenimento, non esiste. Possa un asteroide colpirmi se esiste.
Leggere però proposte che porterebbero alla desertificazione di live club e teatri beh, difficile aspettarselo.

C’è un partito nato da poco, +Europa (fondato da Emma Bonino), che per finanziare alcuni tagli di tasse ha indicato le coperture: e i conti, una volta tanto, tornano. Solo che la toppa è peggio del buco: tra le proposte troviamo l’eliminazione dell’aliquota Iva al 10% da sostituire con quella ordinaria al 22%.

In Italia è presente anche l’Iva super agevolata al 4%, che in alcuni paesi europei non viene applicata. L’Iva agevolata è invece presente ovunque e va dal 6% dell’Olanda, al 10% della Francia, al 7% della Germania.
L’iva al 10% si applica su moltissimi beni e servizi, come le ristrutturazioni edilizie, e molti alimenti. Poi si applica sulle consumazioni al bar e sui concerti vocali e strumentali: sia in entrata (i biglietti venduti), sia in uscita (il pagamento del cachet degli artisti).

Non sarebbe difficile immaginare, dunque, un aumento del prezzo dei biglietti del 15-20%, senza contare l’Iva al 22% applicata alle consumazioni al bar, che renderebbe più difficile ad esempio l’organizzazione di un concerto ad ingresso gratuito (come se già non bastasse il cappio della Siae e della burocrazia).

In un contesto di questo tipo ci sarebbero meno occasioni per le band emergenti per suonare e meno artisti di fascia meno bassa a fare gavetta nei club medio-piccoli, che in tutta risposta si dedicherebbero quasi del tutto alla discoteca per riuscire a sopravvivere.
Sarebbe uno tsunami che ci allontana dall’Europa e che nessuno vuole.
Quindi ci sentiamo di consigliare: fate +Attenzione!

Post recenti
X